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Le persone che vivono al di sotto della soglia di povertà di 2,15 dollari al giorno

Redazione

L’aggiornamento pubblicato a marzo del 2024 sulle stime sulla povertà nel mondo, disponibili sulla Poverty and Inequality Platform e basate su oltre 2.300 indagini campionarie, consente di avere una prima affidabile stima sulla povertà economica in concomitanza con la pandemia da Covid-19.

Sono, purtroppo, confermate, alcune stime preliminari che già circolavano in passato, utilizzando un numero limitati di indagini e alcune proiezioni di crescita del PIL: la pandemia ha aumentato la povertà assoluta nel mondo, misurata dalla soglia di povertà internazionale di 2,15 dollari pro capite al giorno, utilizzando i prezzi del 2017 come base.

La Banca Mondiale ha aggiornato le soglie di povertà globale nel settembre 2022. La decisione ha fatto seguito alla pubblicazione nel 2020 delle nuove parità di potere d’acquisto, ovvero i principali dati utilizzati per convertire diverse valute in un’unità comune e comparabile e tenere conto delle differenze di inflazione tra Paesi. La nuova soglia di povertà estrema di 2,15 dollari pro capite al giorno, sostituisce la soglia di povertà di 1,90 dollari.

I dati indicano che la popolazione nel mondo che vive con un reddito disponibile inferiore a quella soglia è aumentata dall’8,9% della popolazione mondiale nel 2019 al 9,7% nel 2020.

Si tratta del primo aumento della povertà globale da decenni. Ciò conferma che la pandemia ha causato la più grande battuta d’arresto agli sforzi globali di riduzione della povertà dal 1990, aumentando il numero di persone in povertà estrema di circa 70 milioni, portandolo a 719 milioni. L’aumento, poi, delle crisi energetiche e alimentari, causate in parte dall’invasione russa dell’Ucraina, e gli effetti dei cambiamenti climatici contribuiscono oggi a una ripresa disomogenea.

In contrasto con la situazione precedente, quando la soglia di 1 dollaro al giorno evidenziava una concentrazione schiacciante dei più poveri tra i poveri nell’Africa subsahariana, l’utilizzo della soglia di 2,15 dollari mostra che nel 2022 due regioni ospitavano la maggior parte di questa popolazione:

  • 448 milioni di persone si trovano in Africa Sub-Sahariana (pari al 62,93% del totale delle persone che nel mondo vivono con meno di 2,15 dollari al giorno);
  • 186,85 milioni di trovano in Asia Meridionale (26,24%).

Nonostante condividano una quota significativa della popolazione che vive in povertà estrema, l’Africa subsahariana e l’Asia meridionale hanno registrato traiettorie nettamente diverse nella lotta alla poverta

Asia meridionale:

Tra il 1990, anno di riferimento per gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (ODM) adottati nel 2000, e il 2022, l’Asia meridionale ha registrato una riduzione significativa del numero di persone che vivono con meno di 2,15 dollari al giorno. In questo arco di tempo, si è passati da 570,54 milioni a 186,85 milioni, con una diminuzione di ben due terzi della popolazione in condizioni di povertà estrema.

Asia orientale e Pacifico:

Risultati ancora più incoraggianti si osservano nell’Asia orientale e nel Pacifico, dove la stessa soglia di povertà ha visto un calo da 1.046,58 milioni di persone nel 1990 a soli 22,35 milioni nel 2022. In questo caso, la riduzione è stata pari all’80%, con la quota di popolazione in povertà estrema che si è assestata al 2% del valore iniziale.

Africa subsahariana:

In netto contrasto con i progressi osservati nelle altre regioni, l’Africa subsahariana ha visto un aumento del numero di persone in povertà estrema tra il 1990 e il 2022. Passando da 282,81 milioni a 448 milioni, la regione ha registrato un preoccupante incremento del 60%, risultando l’unica area del mondo in cui la povertà estrema non solo non è diminuita, ma è addirittura peggiorata.